“premio sentinella” la genesi! – “sentry award” the genesis!

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A sorpresa! Eccolo qua. Un’idea nata più di due anni fa ma concretizzatasi solo adesso dopo un percorso non proprio semplicissimo e con il costante dubbio di non riuscire a portarlo a termine in tempo utile, finalmente possiamo svelare il “Premio sentinella“, la rappresentazione tridimensionale dell’iconica concrezione a guardia delle meraviglie del Ramo dei Lucchesi nell’Antro del Corchia, nonché simbolo dell’Associazione culturale SpeleoFotoContest, che d’ora in poi sarà anche un simbolo dell’eccellenza.

La sentinella è una concrezione tanto affascinante quanto fragile, e rappresenta essa stessa la millenaria delicatezza del mondo sotterraneo, e dunque l’importanza della sua tutela per favorirne la conoscenza soprattutto al di fuori della comunità speleologica. Per questo alcuni mesi fa, in previsione di questa edizione del concorso, fu messo a punto un progetto per la realizzazione prima di un rilievo tridimensionale, poi della sua elaborazione per la stampa in resina di un modello che la rappresentasse.

Grazie alla fondamentale collaborazione di Daniele Pagli e di Paolo Billeri del Gruppo Speleologico Torrentistico Speolo di Fucecchio FI, sono state effettuate alcune prove preliminari per capire quale fosse la miglior soluzione per ovviare alle varie difficoltà tecniche del progetto, prima fra tutti quella relativa al trasporto in loco delle attrezzature necessarie, di conseguenza la messa a punto della tecnica da impiegare, e, non ultimo, l’aspetto economico.

Alla luce di tutte queste incognite è stata scelta la tecnica della fotogrammetria combinata, ossia combinando, appunto, l’utilizzo di fotocamere e smartphone per ottenere due serie di immagini da elaborare sia tramite software che mediante l’utilizzo di una specifica applicazione. Le prove a casa avevano dato risultati soddisfacenti solo in parte: le simulazioni avevano evidenziato come fosse necessario avere dei “target” precisi per poter migliorare la risoluzione dei dettagli dell’immagine tridimensionale, specialmente in condizioni di illuminazione non sufficiente e su di una superficie con dettagli più piccoli, che in condizioni normali sarebbe stato facilmente risolvibile, ma in condizioni molto particolari come in questo caso non avremmo potuto di certo ricoprire la Sentinella di adesivi!

Ma una soluzione doveva pur essere trovata, e fu lì che Daniele ebbe, è proprio il caso di dirlo, l’illuminazione: “Perché non proviamo con i puntatori laser?” Bingo! Ecco la soluzione pratica, economica ed efficace, in grado di garantire allo stesso tempo la tutela dell’incolumità della Sentinella. Tre puntatori laser a griglia di punti opportunamente posizionati su cavalletti e tre piedi intorno al soggetto avrebbero creato un reticolo capace di dare alle foto una miriade di punti di riferimento fissi, conferendo così al modello ottenuto un grado di precisione nei dettagli più che accettabile.

Ormai era tutto pronto, il metodo era stato messo a punto e non restava che applicarlo. Agli inizi di marzo nel giorno X prefissato, una squadra composta da Daniele, Paolino, Pallina (Sandra) e il sottoscritto Nedo (Luca), era pronta per attaccare la “risalita dei Lucchesi” carichi di attrezzatura e di buona volontà e speranza nella buona riuscita dell’impresa.  Arrivati in cima, dopo aver obbedito al cartello “dimentica di essere un uomo” lasciando l’attrezzatura di progressione che avrebbe potuto nuocere al delicato ambiente di quel ramo, abbiamo iniziato ad allestire il “set” restando subito sbalorditi per l’effetto degno del miglior spettacolo di psichedelìa dato dal reticolo di puntini verdi, specialmente spegnendo tutte le altre luci, ma anche per i “raggi fotonici” che si venivano a creare grazie al vapore che emettevamo, essendo “lievemente” accaldati dopo la risalita (vedi fotogallery).

Sono state scattate numerose fotografie sia con la fotocamera che con lo smartphone al fine di ottenere due serie di foto da provare ad elaborare con il pc e con una applicazione sullo smartphone, quella stessa applicazione che, tradendo le aspettative che ci vedevano particolarmente scettici, si è rivelata estremamente pratica ed efficace, dandoci la possibilità addirittura di visualizzare in anteprima il modello elaborato direttamente sul posto. La parte “Faticosa” adesso era stata fatta e dopo la foto di gruppo d’ordinanza non ci restava altro che rientrare lasciando quel luogo meraviglioso e delicato dove noi altro non eravamo se non intrusi che dovevano andarsene il prima possibile.

Una volta ottenuto, il modello grafico andava “Pulito” “Riparato” e “Reso stampabile”… E noi che pensavamo che la parte complicata fosse andare lì a fare il rilievo…

Quasi tre mesi di tribolazioni tra programmi per la modellazione 3D e prove di stampa andate male, sembrava che il destino avesse deciso che non dovessimo riuscire nell’impresa. Una prova di stampa effettivamente era riuscita, ma in PLA e con dimensioni di 3 cm di altezza, dato che l’aggetto della parte superiore rendeva estremamente difficoltoso stampare con dimensioni maggiori, quindi restava solo la possibilità di farla in resina bianca. Anche avvalendoci del supporto degli utenti di un forum specifico sembrava non esserci la possibilità di stampare fino ad un giorno prima dell’inizio del concorso quando Paolo Dori, uno dei fondatori, nonché presidente emerito di SpeleoFotoContest e tecnico addetto alla stampa 3d, annuncia: “Sta stampando! ci vorranno circa 6-8 ore”. Un’attesa che sembrava essere infinita e che purtroppo portò alla comunicazione che non avremmo voluto sentire: “Una parte a metà si è staccata”. Ormai sembrava finita, mancavano due giorni al Congresso e stavamo iniziando a cercare qualche scusa plausibile per giustificare il fatto di esserci presentati a mani vuote… Si decide per un ultimo disperato tentativo riducendo di due secondi a ciclo la velocità di stampa, erano le ore 12:00 del 1 Giugno 2022, meno di 24 ore prima dell’apertura del Congresso ad Ormea, e la previsione dava almeno 8-10 ore per stampare 11 cm di sentinella. Alle ore 23:00 il processo era ancora all’80%, avremmo avuto il responso solo la mattina dell’apertura.

Alle 6:29 del 2 Giugno ecco la tanto attesa notizia: “Habemus Sentinella” non ci sembrava vero! mesi di impegno e bestemm tribolazioni avevano, infine, avuto una giusta coronazione, ed appena in tempo per la presentazione ufficiale durante la premiazione del Contest. Ovviamente ai vincitori sarà spedita debitamente rifinita, questo è solo un primo esemplare e magari non escludiamo che il modello possa essere ulteriormente migliorato adesso che abbiamo la certezza di poterlo effettivamente realizzare.

Cosa diventerà il Premio Sentinella? Difficile prevederlo, per adesso è una sfida che siamo orgogliosi di aver portato a termine grazie al lavoro ed all’impegno di tutti, poi vedremo. Una cosa è certa, se il Premio Sentinella avrà un futuro sarà sempre e comunque votato alla trasmissione delle conoscenze speleologiche, siano esse fotografiche o di altra natura, l’Associazione culturale SpeleoFotoContest adesso si arricchisce di un elemento che sarà centrale nelle attività future e che speriamo sia di aiuto nel favorire lo sviluppo della cultura della tutela delle grotte e dell’ambiente carsico.

Unexpectedly! Here it is. An idea born more than two years ago but materialized only now after a troubled path and with the constant doubt of not being able to complete it in time. Now we can finally unveil the “Sentry Award,” the three-dimensional representation of the iconic concretion guarding the wonders of the Lucchesi Branch in the Corchia Cavern, as well as the symbol of the SpeleoFotoContest Cultural Association, which from now on will also be a symbol of excellence.

The sentry is a concretion as fascinating as it is fragile. It itself represents the millennia-old delicacy of the underground world, and thus the importance of its protection to promote its knowledge especially outside the caving community. That’s why a few months ago, in anticipation of this edition of the competition, a project was developed to first create a three-dimensional relief, then its processing for resin printing of a model representing it.

Thanks to the fundamental collaboration of Daniele Pagli and Paolo Billeri of the Speleological Torrential Group “Speolo” di Fucecchio FI, we began to do some preliminary tests to figure out what was the best solution to the various technical difficulties of the project. First of all that related to the transportation on site of any necessary equipment, then the employable technique, the relative knowledge needed and, last but not least, the economic aspect.

In light of all these unknowns, it was decided to proceed with combined photogrammetry, that is, combining the use of cameras and smartphones to obtain two sets of images to be processed either by software or with a specific application. The in-house experiments had yielded only partially satisfactory results; in fact, the simulations had shown that it was necessary to have precise “targets” in order to improve the detail resolution of the three-dimensional image, especially under poor lighting conditions and on such a poorly detailed surface, but even this inevitably presented an insurmountable problem: the sentry could certainly not be covered with stickers.

But a solution had to be found, and it was there that Daniel had, it has to be said, the illumination: “Why don’t we try laser pointers?” Bingo! Here was the practical, inexpensive and effective solution that could at the same time guarantee the sentry’s safety: three dot-grid laser pointers, properly placed on tripods and a meter away from the subject, would create a grid capable of providing the photos with a myriad of fixed reference points, thus giving the resulting model a more than acceptable degree of detail accuracy.

By now everything was ready, the method had been fine-tuned, and all that remained was to apply it. At the beginning of March the X day was set, the team consisted of Daniele, Paolino, Pallina and Nedo, and we immediately found ourselves attacking the “ascent of the Lucchesi” full of good will and hope in the success of the undertaking.  Arriving at the top we began to set up the “set” being immediately amazed by the effect worthy of the best psychedelic show given by the lattice of dots especially by turning off all other lights, but also by the beams of photons that were created thanks to the vapor we emitted being “slightly” hot after the climb. (See photo gallery)

Numerous photographs were taken with both camera and smartphone to obtain two sets of photos to try and process with the PC and with an application on the smartphone, that same application which, betraying the expectations that saw us as particularly skeptical, turned out to be extremely practical and effective, even giving the possibility of previewing the processed model directly on the spot. The “strenuous” part was now over, and after the obligatory group photo all that remained was to return, leaving that wonderful and delicate place where we were nothing more than intruders who had to leave as soon as possible.

Once the model was obtained it had to be “Cleaned up” “Repaired” and “Made Printable…” And we thought the hard part was to go there and do the relief….Almost three months of tribulations between 3D modeling programs and print trials gone wrong, it seemed that fate had decided that we should not succeed in the venture. A test print had indeed succeeded but in PLA and with dimensions of 3 cm in height since the overhang of the top made it extremely difficult to print with larger dimensions, so that left only the option of making it in white resin.

Even availing ourselves of the support of the users of a specific forum there seemed to be no possibility of printing until a day before the start of the contest when Paolo Dori, one of the founders as well as president emeritus of SpeleoFotoContest and 3d printing technician, announced, “It’s printing! it will take about 6-8 hours” , the wait seemed to be endless and finally came the communication we did not want to hear: “A part in the middle came off.”

By now it all seemed to be over, the Congress was two days away, and we were beginning to look for some plausible excuse to justify our empty-handed presence…. We decided to make one last desperate attempt by reducing the printing speed by two seconds per cycle; it was 12:00 noon on June 1, 2022, less than 24 hours before the Congress opened in Ormea, and the forecast gave at least 8-10 hours to print 11 cm of sentry. At 11:00 p.m., the process was still at 80%; we would not get the answer until the morning of the opening.

At 6:29 a.m. on June 2, here was the long-awaited news: “Habemus Sentry” didn’t seem real to us! months of effort and tribulations had, at last, achieved a proper crowning glory, and just in time for the official presentation during the contest awards ceremony. Of course, the winners will be sent duly finished, this is just a first taste, and perhaps we do not exclude that the model can be further improved now that we are certain that we can actually make it.

What will the Sentry Award become? Hard to predict, for now it is a challenge that we are proud to have accomplished thanks to everyone’s work and commitment, then we will see. One thing is certain, if the sentry prize has a future it will always and in any case be devoted to the transmission of speleological knowledge, be it photographic or otherwise, the cultural association SpeleoFotoContest now is enriched with an element that will be central to future activities and that we hope will help in fostering the development of the culture of cave and karst environment protection.

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